Studio Legale e di Mediazione Familiare

MEDIAZIONE FAMILIARE

La Mediazione Familiare è un percorso straordinario, un approccio più attento ai bisogni ed alle emozioni delle persone in conflitto, per una soluzione meno dolorosa e cruenta alle problematiche che li affliggono. Il Mediatore Familiare accoglie il dolore della rottura delle relazioni consentendo uno sguardo più sereno verso il futuro per proteggere, i figli, se ce ne sono.

Quando la famiglia si disgrega, la delicatezza degli interessi coinvolti, personali e patrimoniali, richiedono un′attenzione ed una cura particolari La "stanza di mediazione", fulcro del percorso, offre un Tempo ed uno Spazio ideali dove mettere al centro la persona, i suoi bisogni ed i suoi interessi consentendo alla coppia di tornare a guardarsi negli occhi, dare un senso al dolore e prendere decisioni consapevoli in totale autonomia.

"Un fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione" diceva Zygmunt Bauman ed è per questo che le parole non sono solo semplici sequenze di lettere, ma possono essere ponti o barriere in grado di impostare la relazione tra le persone.

La Mediazione Familiare accoglie il conflitto senza ricorrere agli armamenti, in un ambiente non giudicante e neutrale, portandone allo scoperto le vere cause che, una volta comprese, conducono i confliggenti a riconoscere le posizioni dell′altro e a trovare, in modo autonomo ed in totale riservatezza, le soluzioni per loro più adeguate. Una mediazione ben riuscita porta i mediandi a fare accordi da loro scaturenti, semplicemente ripristinando il loro potere personale.

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Il modo più semplice e rapido per capire se e come iniziare un percorso di mediazione familiare è prenotare un primo consulto gratuito, online o in Studio.
Durante una crisi familiare, soprattutto in presenza di figli, le aule giudiziarie non possono farsi carico della dimensione emotiva e relazionale delle persone coinvolte in un momento così doloroso della loro vita.

Questi aspetti non possono essere gestiti né dall′avvocato né dal magistrato. Il punto di vista strettamente legale, che consiste nel valutare prove, prevedere l′esito della causa, proporre soluzioni, nella stanza di mediazione lascia spazio ad una attività di aiuto e cura che mira a superare le posizioni affrontando la crisi con un approccio che mira ridurre la conflittualità senza temerla , riconoscendo le reciproche istanze alla ricerca di quell′interesse comune da cui partire per disinnescare la tensione, l′ansia, la conflittualità, ed arrivare a trovare insieme la soluzione migliore per il futuro nell′interesse superiore e prevalente dei minori, mettendoli al centro delle scelte.

"Uno dei paradossi del conflitto separativo consiste nel riporre aspettative maggiori nelle coppie in crisi che attraversano un momento estremamente difficile della loro vita piuttosto che nelle coppie sposate. Sarebbe pretendere troppo chiedere ad una coppia sposata di valutare le sue proprietà, di firmare un compromesso con dei possibili acquirenti, dividere la gestione dei figli mentre sta passando un periodo di lutto eppure nella separazione questo accade. Ci si aspetta che una persona possa decidere un accordo con un partner che se ne appena andato a vivere con un′altra persona, ci si aspetta che persone che non si sono più viste, ne parlate da quando sono separate di fatto si siedano insieme per decidere come gestire i figli, le proprietà, i risparmi; ci si aspetta ragionevolezza proprio nel momento in cui la ragione può essere travolta dalla rabbia e dalla sofferenza. Molte persone che stanno affrontando la rottura di una relazione hanno voglia di gridare contro il partner, di piangere più che di sedersi e negoziare sui loro conti in banca e discutere sugli accordi futuri quando magari il divorzio è voluto da uno solo dei due."
Lisa Parkinson
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